Arturo Ripstein è un regista messicano nato a Città del Messico, celebrato per melodrammi cupi e senza sconti che esplorano la crudeltà, l'ossessione e la degradazione morale entro spazi domestici chiusi. 'Il castello della purezza', precoce pietra miliare che segue un padre tirannico che imprigiona la propria famiglia, consolidò il suo interesse ricorrente per l'autoritarismo domestico, mentre 'Il luogo senza limiti', adattamento di un romanzo di José Donoso ambientato in un bordello, divenne una pietra miliare del cinema queer latinoamericano. 'Profondo cremisi', resoconto romanzato di veri assassini seriali, e 'La tía Alejandra' estesero la sua fascinazione per personaggi disperati e condannati, resa attraverso lunghi piani sequenza teatrali. Da lungo tempo al lavoro con la sceneggiatrice e romanziera Paz Alicia Garciadiego, Ripstein ha costruito una delle carriere più durature e rispettate a livello internazionale del cinema d'autore messicano.