Nel corso di quattro decenni e cinque lingue, Tabu è stata il grande camaleonte del cinema indiano. Nata a Hyderabad nel 1971, ha vinto due National Film Award, per 'Maachis' (1996) e 'Chandni Bar' (2001), forgiando una fama di reggere donne difficili e interiori. Il pubblico internazionale l'ha scoperta in 'Omonimia' (2006) di Mira Nair e come la madre di 'Vita di Pi' (2012) di Ang Lee. La sua fase recente è notevole: la figura di Gertrude in 'Haider' (2014), l'implacabile investigatrice di 'Drishyam' (2015) e la deliziosamente perversa Simi di 'Andhadhun' (2018), prima di tornare al globale con 'Dune: Prophecy' (2024). La contenzione è il suo superpotere.