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Elia Suleiman (Arabic: إيليا سليمان, IPA: [ˈʔiːlja sʊleːˈmaːn]; born 28 July 1960; Nazareth) is a Palestinian film director and actor. He is best known for the 2002 film Divine Intervention (Arabic: يد إلهية), a modern tragicomedy on living under occupation in Palestine which won the Jury Prize at the 2002 Cannes Film Festival. Suleiman’s cinematic style is often compared to that of Jacques Tati and Buster Keaton, for its poetic interplay between «burlesque and sobriety». He is married to Lebanese singer and actress Yasmine Hamdan.

Actor Evolution
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Elia Suleiman
Elia Suleiman
66 anni (28 lug 1960)
Nazareth, Israel
8 Film diretti
0 Serie dirette

Elia Suleiman

Elia Suleiman è un regista palestinese nato a Nazareth, celebrato per commedie imperturbabili e in gran parte prive di parole che esaminano le assurdità della vita sotto occupazione. 'Cronaca di una sparizione' e 'Intervento divino' consolidarono il suo stile distintivo di umorismo osservativo statico e simile a un tableau, il secondo valendogli il Premio della giuria a Cannes per la sua surreale e spesso silenziosa rappresentazione della quotidiana vita palestinese. 'Il tempo che ci rimane', che traccia la storia della sua stessa famiglia dal 1948 al presente, estese il suo confronto autobiografico con lo sfollamento palestinese, mentre 'Il paradiso probabilmente' usò la sua persona imperturbabile, direttamente ispirata a Jacques Tati e Buster Keaton, per confrontare le assurdità della burocrazia e della sorveglianza tra Nazareth, Parigi e New York. Lo stile comico ironico e quasi silenzioso di Suleiman, applicato al conflitto israelo-palestinese, ne ha fatto una delle voci più distintive del cinema palestinese e mondiale.
Elia Suleiman è un regista palestinese nato a Nazareth, celebrato per commedie imperturbabili e in gran parte prive di parole che esaminano le assurdità della vita sotto occupazione. 'Cronaca di una sparizione' e 'Intervento divino' consolidarono il suo stile distintivo di umorismo osservativo statico e simile a un tableau, il secondo valendogli il Premio della giuria a Cannes per la sua surreale e spesso silenziosa rappresentazione della quotidiana vita palestinese. 'Il tempo che ci rimane', che traccia la storia della sua stessa famiglia dal 1948 al presente, estese il suo confronto autobiografico con lo sfollamento palestinese, mentre 'Il paradiso probabilmente' usò la sua persona imperturbabile, direttamente ispirata a Jacques Tati e Buster Keaton, per confrontare le assurdità della burocrazia e della sorveglianza tra Nazareth, Parigi e New York. Lo stile comico ironico e quasi silenzioso di Suleiman, applicato al conflitto israelo-palestinese, ne ha fatto una delle voci più distintive del cinema palestinese e mondiale.
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Domande Frequenti
Quanti anni ha e di dov'è Elia Suleiman?
Elia Suleiman ha 66 anni, nato/a il 28 de luglio de 1960 a Nazareth, Israel.
Quali sono i ruoli più conosciuti di Elia Suleiman?
Elia Suleiman è noto soprattutto per aver diretto Il paradiso probabilmente, A ciascuno il suo cinema, 7 Days in Havana.
Quanti film ha diretto Elia Suleiman?
In 36 anni di carriera (dal 1990), Elia Suleiman ha diretto o scritto 8 film e lavorato a 0 serie.
Qual è stato il primo film di Elia Suleiman?
La carriera di Elia Suleiman è iniziata con Introduction to the End of an Argument (1990).
Qual è il film o la serie più recente di Elia Suleiman?
L'opera più recente di Elia Suleiman è Il paradiso probabilmente, uscita il 4 de dicembre de 2019.
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Elia Suleiman
Elia Suleiman
1960-07-28 · Nazareth, Israel

Elia Suleiman è un regista palestinese nato a Nazareth, celebrato per commedie imperturbabili e in gran parte prive di parole che esaminano le assurdità della vita sotto occupazione. 'Cronaca di una sparizione' e 'Intervento divino' consolidarono il suo stile distintivo di umorismo osservativo statico e simile a un tableau, il secondo valendogli il Premio della giuria a Cannes per la sua surreale e spesso silenziosa rappresentazione della quotidiana vita palestinese. 'Il tempo che ci rimane', che traccia la storia della sua stessa famiglia dal 1948 al presente, estese il suo confronto autobiografico con lo sfollamento palestinese, mentre 'Il paradiso probabilmente' usò la sua persona imperturbabile, direttamente ispirata a Jacques Tati e Buster Keaton, per confrontare le assurdità della burocrazia e della sorveglianza tra Nazareth, Parigi e New York. Lo stile comico ironico e quasi silenzioso di Suleiman, applicato al conflitto israelo-palestinese, ne ha fatto una delle voci più distintive del cinema palestinese e mondiale.

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