Douglas Sirk è stato un regista tedesco-americano nato ad Amburgo, celebrato per melodrammi sontuosi ed emotivamente intensi che la critica in un primo tempo liquidò come mero feuilleton ma che si rivelarono in seguito enormemente influenti. 'Secondo amore' e 'Come le foglie al vento' consolidarono la sua cifra fatta di Technicolor vivido, di scenografia ornata e di personaggi intrappolati dalla rigida convenzione sociale e dal desiderio represso. 'Lo specchio della vita', il suo ultimo film americano, usò la storia di una madre nera e della sua figlia dalla pelle chiara che si spaccia per bianca per far passare un'affilata critica del razzismo e della classe americani entro il formato del melodramma patinato. L'uso da parte di Sirk dell'eccesso visivo e dell'ironia per criticare la stessa prosperità suburbana che i suoi film rappresentavano fu in gran parte non riconosciuto ai suoi tempi ma è stato da allora rivalutato come sovversione deliberata, ispirando direttamente registi successivi come Rainer Werner Fassbinder, Pedro Almodóvar e Todd Haynes.