Terele Pávez, nata a Bilbao nel 1939, donò al cinema spagnolo per oltre cinque decenni una delle sue voci più terragne e riconoscibili. Era già indelebile come madre in Santi innocenti (Los santos inocentes, 1984) prima che Álex de la Iglesia la spingesse in un'altra dimensione come padrona di casa demoniaca ne Il giorno della bestia (El día de la bestia, 1995) e come portinaia impaurita in La Comunidad - Intrigo all'ultimo piano (2000). Vinse il Goya come miglior attrice non protagonista con Ballata dell'odio e dell'amore (Balada triste de trompeta, 2010) di de la Iglesia e se lo aggiudicò di nuovo per Le streghe son tornate (Las brujas de Zugarramurdi, 2013). La voce, lo sguardo e il morso la resero la strega-madre definitiva del cinema di genere spagnolo contemporaneo.