Sean Baker è un regista americano nato a Summit, nel New Jersey, celebrato per film vibranti ed empatici che esaminano i lavoratori del sesso, i lavoratori poveri e le comunità emarginate in gran parte assenti dal cinema americano mainstream. 'Starlet' e 'Tangerine', quest'ultimo girato interamente con iPhone e che seguiva lavoratrici del sesso transgender lungo una frenetica vigilia di Natale a Los Angeles, consolidarono il suo stile cinetico e privo di giudizio, incentrato su personaggi raramente rappresentati sullo schermo in modo complesso. 'Un sogno chiamato Florida', che seguiva una bambina e la sua madre in difficoltà che vivono in un motel economico all'ombra di Disney World, estese il suo sguardo sull'invisibile povertà americana, reso con colore vivido e genuino calore. 'Anora', che seguiva il matrimonio lampo di una lavoratrice del sesso con il figlio di un oligarca russo che sprofonda nel caos, vinse la Palma d'oro e fece incetta di premi Oscar, tra cui quelli per il miglior film e la miglior regia. La costante empatia priva di giudizio di Baker per i personaggi emarginati e per i lavoratori del sesso ne ha fatto uno dei cineasti umanisti più significativi del cinema americano contemporaneo.